| GRUPPO CAMPEGGIATORI CATANIA |
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Dopo il viaggio in Tunisia che abbiamo organizzato nel 2003, non poche polemiche erano sorte durante il viaggio senza contare il successivo abbandono del club da parte di alcuni partecipanti al viaggio stesso, ci siamo accostati con cautela alla proposta del nostro amico, nonché dirigente dell'Associazione Gaetano Fazio: La TUNISIA, ancora la Tunisia, per Pasqua. La solida esperienza di Gaetano e la sua meticolosità nell'organizzare viaggi, ci hanno fatto aderire all'iniziativa con sicurezza. Abbiamo fatto bene. Tutti i partecipanti sono tornati dal viaggio entusiasti e molti di loro hanno già "prenotato" il prossimo viaggio in Nord Africa: la Libia a capodanno. Ma anche per la Turchia, ad agosto (annunciamo che da oggi 25 maggio resta libero un solo posto - del resto già prenotato ma ancora non impegnato con l'acconto da regolare entro il 31 maggio) |
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Cronaca di un itinerario da favola raccontato da Lillo e Rosa Salibra Era nostra intenzione andare in Tunisia perché ne avevamo sentito parlare favorevolmente, tanto che avevamo già richiesti i depliant ad una agenzia di viaggi. Perciò quando degli amici ci hanno proposto il programma elaborato da Gaetano Fazio abbiamo contattato l’organizzatore e ci siamo preparati per intraprendere questa nuova avventura. Poiché questa esperienza è stata molto positiva sotto tutti gli aspetti, vogliamo farne partecipi quanto amano vivere in plen air. Il viaggio,effettuato dal 5 al 20 aprile, ha visto la partecipazione di 10 equipaggi provenienti da varie città e si è sviluppato toccando le più interessanti località del paese arabo. L’avventura inizia con l’imbarco la sera a Palermo su un nuovissimo traghetto della Società Grimaldi,in cui abbiamo trovato una soddisfacente sistemazione in cabine doppie munite di ogni confort,per sbarcare poi al porto di LA GOULETTE la mattina successiva. Espletati gli interminabili e asfissianti adempimenti burocratici alla Dogana ( circa due ore e mezzo di controlli), subito ci rechiamo a Tunisi per vedere il Museo del Bardo situato nell’ex palazzo reale. Qui abbiamo l’opportunità di ammirare una vasta collezione di raffinati mosaici provenienti da antiche ville romane che una simpatica guida ci illustra con dovizie di particolari. Tunisi ci è apparsa come una moderna metropoli congestionata dal traffico, ma conserva un fascino particolare per via della sobria, ma elegante, architettura dei suoi edifici. La
prima meta del nostro viaggio è Hammamet. Questa città abbraccia il mare
con le sue rive color smeraldo e ci accoglie offrendoci una visione della
bella spiaggia bianca tenuta sempre pulita e di un cielo sereno. La sua
Medina, sotto le cui poderose mura parcheggiamo i nostri mezzi, regala al
visitatore il fascino delle sue stradine tortuose in cui la vita si svolge
con un ritmo tranquillo e dove l’odore di cibi fortemente speziati invita
ad assaporare le specialità locali. Ma soprattutto è qui che si concentra
l’attivita legata allo shopping con l’offerta di mercanzie e prodotti
dell’artigianato. Poco lontano dalla Medina si trova un ricco mercato ove
si può trovare una gran varietà di pesce appena pescato offerto a prezzi
per noi molto convenienti. A ridosso delle mura della fortezza, al
limitare del centro abitato, c’è il cimitero e nel settore riservato ai
cristiani si trova la tomba di Craxi, una sepoltura semplice ma decorosa
che appena si distingue dalle altre. All’ora di pranzo inaspettatamente
abbiamo l’opportunità di sperimentare l’ospitalità dei tunisini: tutti e
10 equipaggi veniamo invitati in una fattoria ove i padroni di casa ci
accolgono con molto calore, come se ci conoscessimo da tanto tempo, e ci
offrono cous-cous ed altre specialità locali. Ritornando a Sousse, anche la sua Medina è molto suggestiva e, cosa insolita, vi si trova un elegante e ricco emporio ove non c’è necessità di mercanteggiare perché ha prezzi fissi.: una buona opportunità per fare interessanti acquisti. La tappa successiva è El Jem. Questo centro non presenta alcuna attrattiva, ma richiama una moltitudine di turisti esclusivamente per il suo anfiteatro romano, che qui chiamano enfaticamente Colosseo,perché pare che per grandezza sia secondo solo a quello di Roma. Il monumento , anche se rimaneggiato, è ben tenuto e appare molto austero per la mancanza di decorazioni dovuta al materiale di costruzione molto friabile. Attorno ad esso ruota tutto il businnis del paese , con molti valenti artigiani che riproducono bei mosaici romani venduti poi a prezzi irrisori. Quello che più stupisce il ticket di un dinaro che viene richiesto per scattare delle foto all’interno dell’anfiteatro.
Proseguendo per Matmata notiamo che il paesaggio cambia: la vegetazione
diventa rara,, tante dune d’argilla e in lontananza qualche sparuto
gruppetto di palme. Questa località deve la sua notorietà alle case
troglodite, vere testimonianze dell’ingegno umano che dimostrano la
capacità di sapersi adattare a vivere anche in luoghi apparentemente
inospitali.
Il giorno di Pasqua, sempre a Matmata, abbiamo l’opportunità di pranzare in un ristorante e gustare pertanto le specialità tunisine che il proprietario ha preparato espressamente per noi. Nel primo pomeriggio, però, il nostro viaggio continua in direzione di Zaafrane, una frazione della cittadina di Douze. Le strade che percorriamo presentano un asfalto molto ruvido e alquanto accidentato e perdipiù veniamo investiti da enormi folate di grosse cavallette che si spiaccicano a migliaia sui nostri camper mentre la sabbia delle dune sollevata dal vento ci invita alla prudenza. I
La
mattina successiva ci attende un’altra prova: Gaetano Fazio, il nostro
bravo capo-equipe, ha organizzato una spedizione su dei fuoristrada per
raggiungere, in pieno deserto, l’oasi di Ksar Ghilane. Su una distanza di
140 Km ne percorriamo circa la metà lungo una pista molto accidentata che Per
raggiungere Tozeur, nostra prossima tappa,attraversiamo lo Chott El Jerid
(il lago salato) e veniamo investiti da un vento insistente c
Subito dopo, però, ci rimettiamo in viaggio per raggiungere un’altra
destinazione, cioè Tamerza con le sue oasi di montagna. La strada che
percorriamo si snoda nel deserto che qui assume aspetti
Continuando nel nostro viaggio per raggiungere Sbeitla, affrontiamo un
percorso molto impegnativo per via del pessimo fondo stradale e per i
continui saliscendi che danno l’impressione di
La nostra meta successiva è Kairouan, entro la cui Medina abbiamo l’opportunità di sostare per la notte.Kairouan è la vecchia capitale della Tunisia ed è chiamata anche la città santa per via delle sue 120 Moschee. Inoltre è il luogo di maggior produzione di eleganti tappeti. Una guida ci conduce attraverso le tortuose e maleodoranti viuzze della Medina che contrastano con le belle e spaziose arterie che si snodano all’esterno. E’ veramente una città moderna e ricca di tante belle costruzioni ingentilite da decorazioni di maioliche e da artistiche logge color turchese (pare che questo sia il colore nazionale visto che si trova dappertutto). Da non perdere una visita alla Grande Moschea, alla Zoula di Sidi Sahab (ovvero Mausoleo del Barbiere) e ad una vecchia “noria” azionata da un cammello. Siamo quasi al termine del nostro viaggio e perciò lasciamo l’interno della Tunisia per dirigerci verso la zona costiera maggiormente privilegiata dal turismo. Giungiamo perciò a Nabeul sulla costa nord orientale del paese, una stazione turistica rinomata per le sue spiagge, per le ampie strade abbellite con piante fiorite e per i tanti ritrovi. Ma innanzitutto e nota perché è la capitale della ceramica tunisina. Infine Cartagine, la località più inn del paese ove ha la sua grandiosa residenza il Presidente Ben Ali, ci accoglie con le belle ville dei notabili tunisini e di tutti i più ricchi uomini d’affari. Dell’antica Cartagine studiata sui banchi della scuola resta ben poco perché la città ebbe a subire diverse distruzioni. Da vedere soprattutto i resti delle Terme di Antonino dalla cui sommità si può ammirare una stupenda veduta del porto. Una visita merita anche la vicina Sidi Bousaid, il più tipico dei villaggi moreschi. L’affascinante cittadina, considerata la Taormina tunisina, si erge su un promontorio e dalle sue vie, che si snodano tra costruzioni immerse nel verde, si possono godere scorci di paesaggi veramente incantevoli. E’ anche detta la città blu perché tutte le bianche case hanno le imposte e le inferriate dipinte di turchese. E’ famoso il “Caffè degli Artisti” ove non esistono sedie e gli avventori stanno seduti su dei tappeti. Il nostro viaggio è ormai al termine e dopo i soliti interminabili controlli doganali al porto di La Goulette ci vede affrontare la navigazione verso Palermo con un mare agitato che fa star male la maggior parte dei viaggiatori.- Un doveroso ringraziamento vogliamo rivolgerlo a Gaetano Fazio che con la sua esperienza, con la sua competenza e con notevole savoir faire ha saputo condurre e amalgamare un gruppo cosi eterogeneo risolvendo con prontezza ogni piccolo inconveniente che inevitabilmente si presenta in viaggi di questo tipo. Lillo e Rosa Salibra (Siracusa) |
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