VIAGGIO IN GRECIA
Settembre 1997
Partenza da Valverde (Catania) alle 07.10
di giorno 1 settembre 1997 con solo due equipaggi: famiglia
Messina, composta da Angelo, Maria, Valeria e Luca, e famiglia
Cannistraci, con Angelo, Antonella, Giovanna e Rosanna.
Percorriamo la strada tutta in un fiato, senza soste intermedie,
sino allarrivo a Bari (Km 520), dove era previsto il nostro
imbarco sul traghetto della Venturis Ferries,
prenotato da Catania, per IGOUMENITSA. Viaggiando in open
deck (sopra coperta), un intero ponte a nostra disposizione. Un
giro di perlustrazione alle varie attrattive della nave, una
partitella a carte poi il leggero rumore dei motori, lo
sciabordio delle onde contro la fiancata della nave sono stati un
potente sonnifero che ci ha fatti svegliare solo dopo le 8 del
mattino. Il sole era già alto (in Grecia occorre spostare in
avanti di unora le lancette), il mare piatto ed intorno a
noi sono apparse a sinistra le coste dellAlbania e a destra
le coste dellisola greca di Corfù che abbiamo seguito per
più di unora. Dopo una breve sosta per sbarco e imbarco di
passeggeri e mezzi alle 10.30 dopo circa 16 ore di navigazione
attracchiamo a Igoumenitza. Per lo sbarco, a causa della molta
confusione è occorso più di unora, ma finalmente verso le
11.30 tocchiamo la terra greca. Dopo aver fatto il trabocco di
carburante, circa 47 litri, e aver pagato 7959 dracme e azzerato
i Km. abbiamo imboccato la strada verso lentroterra.
Attraverso brulli paesaggi ed in compagnia della musica di una
radio locale abbiamo percorso circa 90 Km per poi pranzare allombra
di un albero a IOANNINA, nel cuore dell'Epiro,
caratteristica per
il suo bel lago Pamvòtida ad un'altezza di 500 mt sul
livello del mare (la temperatura era di circa 35° ma non umida e
quindi sopportabile). Le sue naturali bellezze, le vestigia del
passato ed i monumenti storici offrono al visitatore tanti motivi
per visitarla oltre alla lavorazione dell'argento in filigrana e
l'abilità degli artigiani nello scolpire il legno. In città ci
segnalano il museo Archeologico, ricco di interessanti
reperti dei numerosi siti della regione, il museo Comunale, con
preziose collezioni di argenteria, costumi tradizionali e tessuti
a mano ed il museo del Folclore della Società degli Studi Epiròti,
con una ricca collezione di oggetti tradizionali. Qui un giovane
signore, fermatosi con lauto accanto ai nostri camper,
prima ci chiedeva timidamente con un italiano gentile e
correttissimo da dove arrivavamo, e poi, confessando che
aveva studiato medicina a Catania, che aveva una grande nostalgia
dellItalia e che ora lavorava allospedale di Ioannina.
Ci indicò cosa andare a visitare in Grecia per meglio ampliare
le nostre mete già programmate da mesi. Dopo esserci salutati,
riprendiamo il viaggio. Proseguendo sulla strada verso le
Meteore, abbiamo attraversato e poi affrontato un incredibile
passo di montagna: quello di Catara, che scavalca la grandiosa
catena del Pindo. Siamo saliti sino a più di 1700 Mt sul livello del mare tra
grandi pinete e molte macchie di vegetazione varia, con paesaggi simili alle
nostre Alpi. Lungo il ciglio di questa strada siamo stati incuriositi da piccoli
tabernacoli con all’interno fiori, ceri e talvolta fotografie con dei lumini ad
olio; ci siamo poi informati e due sono le risposte più plausibili: in un caso
si tratta di ex voto di ringraziamento, per essere scampati ad un incidente
automobilistico, nell’altro una specie di ricordo di una persona vittima di un
incidente. Ve ne sono parecchi, ovunque si vada, forse a testimonianza della non
ottima qualità come autisti. Del resto questo resta evidente dalla quantità di
carcasse di veicoli abbandonati lungo un dirupo o alla fine di una curva cieca.
Una cosa invece piacevole é quella delle fontanelle di acqua freschissima poste
in grande quantità lungo le strade, principalmente dell’entroterra, purtroppo
però non molto agevoli per il carico d’acqua, dato che non esiste nessun tipo di rubinetto al quale innestare il tubo in
gomma, perché lacqua sgorga da cascatelle in pietra o in
ferro. Nel tardo pomeriggio siamo giunti a Kalmbaka nella
valle delle Meteore, e ci siamo fermati nel Camping Garden
Meteora dove ci hanno accolto con gentilezza parlando la
nostra lingua ed offrendoci dolci locali e del profumatissimo
Basilico. Sosta di una notte per 5.600 dracme. I Km
percorsi ora sono 227.
METEORA.
Appena fuori dal camping abbiamo potuto ammirare in tutta la sua
imponenza e maestosità la zona di Meteora caratterizzata da
gigantesche rocce a forma di torri alte dai 100 ai 150 metri
circa sulla cui sommità si ergono antichi monasteri dei quali
cinque sono tuttoggi abitati dai monaci. La strada che
passa attorno alla zona
di Meteora é stretta e conviene portarsi
in zona al mattino presto, anche perché il posto non é grande e
tantissimi sono i bus di turisti presenti nei piazzali dei
parcheggi. Lasciato il camper abbiamo visitato il monastero di Varlam, dopo aver percorso una enorme quantità di scalette in
parte scavate nella roccia prima di giungere alla sommità. Qui
mia moglie ed
Antonella sono state invitate ad indossare sopra i jeans una
lunga gonna offertale dai monaci prima di entrare. Gli interni
sono molto belli ed i panorami che si hanno della valle
sottostante sono veramente unici. Scesi dal primo monastero ci
attende unaltra passeggiata verso quello definito Il
Grande Monastero (se la giornata é serena vi consigliamo
la visita nelle prime ore della mattina). Dopo il pranzo nel
grande parcheggio abbiamo ripreso la discesa verso Trikala, poi
una strada dritta verso la pianura di Karditsa e successivamente
a Lamia giungendo sulla costa di Molos, dove abbiamo
pernottato sempre sul porticciolo. La mattina seguente, dopo una
breve escursione per la città, ci siamo spostati per
intercettare lautostrada che c
i ha condotti alla caotica
Atene. Qui quello che più ci ha impressionato è la grande
confusione di automobili, che conquistano incroci ed eseguono
sorpassi mozza fiato; si procede con destrezza tra vicoli e
grandi arterie tra semafori e vialoni, passando anche con il
rosso ai semafori: insomma una bolgia di auto e di suoni!
Osserviamo una variopinta quantità di cartelloni pubblicitari ed
un certo degrado. Dopo non poche peripezie, chiediamo parecchie
informazioni ai passanti, che puntualmente ci aiutano ad
orientarci verso il Camping Athens NepiStepi finchè
un uomo uscito da un negozio ha gentilmente telefonato al
campeggio per annunciare il nostro arrivo e prenotare
direttamente. Ci siamo sistemati nel campeggio posto in un grande
quartiere popoloso ben servito dai mezzi pubblici dal quale si
raggiunge il centro in poco più di 15 minuti. Le ultime ore
della giornata le dedichiamo a rinfrescanti docce ed alla pulizia
dei camper. Km. 587
ATENE.
Giornata interamente
dedicata alla visita dei luoghi caratteristici della capitale.
Siamo partiti di buon mattino e alle 9 eravamo nella piazza
principale di Atene: la famosa piazza Omonia, dove, percorrendo
una strada larga eravamo ai piedi dellAcropoli, grossa
roccia di calcare chiaro abitata già circa 6000 anni fa.
Parecchi gradini ci dividevano dalla sommità ma fu deciso non
salire a causa della giornata caldissima; purtroppo non
visitiamo il Partendone, tempio dorico in marmo, dello stesso
stile dei templi di Agrigento, costruito in onore della Parthene vergine Atena,
e perdere una così bella
emozione
sarà il nostro unico rimpianto di questo viaggio. La vista della città continua
e dopo un pasto in una panineria ai piedi dellAcropoli,
abbiamo attraversato il caratteristico quartiere Plaka; qui ad
ogni passo ci attende una sorpresa: chiese, artisti di strada,
resti dellantichità, edifici neoclassici, piazze nascoste
nellombra di grandi alberi. Plaka é unica, colorata, viva,
piena di taverne, viuzze con ogni genere di cose, mercati al
coperto con aromi e spezie di tutti i colori e odori che ci
conquistano per la loro magia. Recati al campo sportivo scopriamo
che la costruzione che ci era parsa, ad una prima analisi, di
marmo non era altro che una struttura di tubi ben nascosti da
lastre di plastica. Attraversando un verdissimo parco con miriadi
di uccelli, siamo giunti al palazzo del presidente e, sempre a
piedi, ci siamo portati al monumento del milite ignoto, in Piazza
Sintagma, dove assistendo al cambio della guardia rimaniamo
sorpresi dalla buffa camminata delle guardie e dagli strambi
zoccoli che calzavano, per non parlare dellincredibile pon
pon posto sia sulla punta degli zoccoli sia sopra le lunghe
calzemaglie bianche. In serata rientriamo al camping e
stanchi, ma soddisfatti, della lunga giornata crolliamo tutti per
il sonno subito dopo cena.
La mattina seguente lasciamo la capitale,
in direzione Corinto, e sfioriamo il trafficato porto del Pireo,
dove salpano tutte le navi per le oltre 700 isole dellarcipelago.
Alle 10 giungiamo sul ponte che collega la penisola greca al
Peloponneso ed ammiriamo una delle antiche opere delluomo:
il Canale di Corinto, uno spettacolare taglio nella roccia (alto
80 Mt, lungo 6343 Mt e largo 23 Mt) realizzato nel 1882 da una
compagnia francese ma pensato già da Nerone parecchi anni prima,
che collega il
mare Egeo al mare Ionio. Dopo le riprese, foto ricordo ed aver passeggiato sul
ponte che affonda per far passare le navi, proviamo anche il brivido d
i
pescare nell’istmo. Percorrendo la superstrada che corre all’interno del
Peloponneso, attraverso ampie distese di ulivi, giungiamo a Micene, la potente
cittadella del re Agamennone con più di 3500 anni di storia; qui ai nostri
giorni, dell’antica città, resta purtroppo solamente la famosa porta di ingresso o porta dei
Leoni, datata 1250 a.C. Seguiamo per Argos e nel
pomeriggio facciamo tappa a Nafplio per visitare
la ridente cittadina, sita ai piedi di uno sperone
roccioso, famosa per le sue vie interne ornate da alte e
splendide buganvillee viola. Nafplio notturna ci si
mostra soprattutto per il suo aspetto turistico e, a causa della
presenza di così tante pizzerie e locali vari di ritrovo e
svago, ci viene distinto paragonarla alla nostra vicina
Taormina; caratteristica è invece unadorabile piazza
rettang
olare, su un lato della quale vi è una piccola chiesa con
il vessillo di Venezia posto sotto un atrio e tutto a giro dei
piccoli alberi di ulivo. Pernottiamo al porto e la giornata
seguente comincia con la visita di Nafplio; qui troviamo dei
favolosi negozi di artigianato locale dove vengono riprodotte una
svariata quantità di anfore nei vari stili delle epoche passate.
Più tardi ci rechiamo ad Epidaurus, dove fu fondato, nel VI
secolo a.C., il santuario di Esculapio, Dio della medicina. Qui
é ancora presente, ed è utilizzato per concerti vari, uno
splendido anfiteatro naturale contenente piu di 14.000
posti a sedere con una caratteristica unica: lacustica e
migliore di quella di una sala di incisione! Si dice infatti che
il centro del teatro (zona nella quale si colloca il cantante o lattore)
é il punto dove parlando con voce normale e senza amplificazione
la voce giunge a tutti i 14.000 presenti, e dove, lasciando
cadere una monetina il suo tintinnio é avvertito ovunque.
In serata
partenza per Tripolis, una cittadina caotica, mercato di
scambio di merci; qui ci rechiamo in un centro commerciale a fare
spese alimentari, per poi proseguire sulla nostra strada verso
Sparti. Purtroppo neanche di questa storica città, datata 1250 a.C.,
resta nulla a testimoniare il suo glorioso passato. Ci
trasferiamo così nel porto di Gythion, piccola cittadina
da dove parte la linea ferroviaria che attraversa tutto il paese,
per sostare durante la notte.
PIRGOS DIRU (Km 948) Raggiungiamo
questo paesino per visitare le sue caratteristiche
grotte marine;
qui prendiamo delle speciali barche a fondo piatto con un
rematore/guida posto a poppa, che, come i vogatori veneziani, si
insinua nelle strettoie e negli oscuri anfratti illuminati da
tenue lampade sommerse. Lo spettacolo che si vede è mozzafiato e
le suggestioni sono indescrivibili, mentre la limpidissima e
fredda acqua invita ad immergervi le mani. La sera allimbrunire
il campeggio delphinia di Aeropolis
si svelerà per noi un vero e proprio paradiso: la sua
spiaggia, una baia isolata
e appartata con in mare azzurro e pescoso, e lospitalità
dei proprietari ci convincono a restare per altri 2
giorni (8 e il 9 settembre). A malincuore però arriva per noi
il momento della partenza e ci dirigiamo
in direzione Kalamata,
per visitare il castello inerpicato sopra una collina che
sovrasta lintera città. Dopo una breve visita si parte
alla volta di OLYMPIA (Km 1215) dove ci posteggiamo con i
camper proprio davanti allingresso del sito archeologico.
La città si trova immersa nel verde della fertile vallata
dellElide, lungo il
corso di un fiume; qui, ancora oggi,
ad ogni Olimpiade viene accesa, con una cerimonia, la fiaccola
olimpica, che a sua volta accenderà, prima dellinizio
delle gare, il braciere olimpico che arderà per tutta la durata
della manifestazione sportiva. Le Olimpiadi s
ono una tradizione
antichissima che nasce come manifestazione, organizzata ogni
quattro anni, in onore di Zeus Olimpico.. Lasciamo Olympia per
proseguire verso Kyllinis, dove ci imbarchiamo su un
traghetto in direzione Sakynthos (Zacinto), lisola natale
di Ugo Foscolo, la moderna Zante. Non possiamo pernottare nel
porto, in quanto molto trafficato e privo di un posto idoneo, così
decidiamo di sfruttare loccasione per visitare il paesino
di Kastro, (Km 1328), dove la proverbiale ospitalità greca ci
riserva un posteggio tranquillo e le vecchie mura della
fortificazione si stanziano nella notte, illuminate con maestria.
La mattina seguente un vigile ci fa caricare acqua,
prestandoci una prolunga innestata in un rubinetto del
palazzo del
municipio, e ci consiglia cosa vedere. Dopo una
visita veloce del posto ci imbarchiamo; la traversata, di circa
90 minuti, finisce con larrivo un una brutta copia di
piazza San Marco di Venezia; comunque visitiamo la cittadina e
cerchiamo la casa del Foscolo. Lufficio informazioni ci sa
dire ben poco, mentre una signora che parlava un poco di italiano
ci ha indicato una strada dove, in mezzo a rovi ed erbacce, una
lapide riportava linizio della famosa poesia Zacinto”; ciò ci indicò
senza alcun dubbio che l’avevamo trovata! Dopo essere arrivati al campeggio e
aver trattato sul prezzo, poiché era molto caro, ci stanziamo qui così da
utilizzare i giorni che restano per riposarci e per scoprire l’isola, con una
grande quantità di spiagge naturalistiche e belle grotte. Su una spiaggia
bianchissima scopriamo anche il relitto di una nave, sbalzato da chissà quanto tempo dalla
forza
delle maree. Al Termine riprendiamo la rotta per la terra
ferma e il traghetto ci
lascia nuovamente a Kyllinis, dove prediamo la strada per
Patrasso
(Km 1500), città di mare, ma soprattutto di
passaggio. Il rientro è garantito da un grande traghetto che ci
lascerà a Bari verso le 14 dellindomani, dopo un viaggio
in Open Deck molto scomodo in quanto trascorso interamente in
mezzo a grandi camion, anche se fortunatamente sulla poppa, dove
grandi finestroni ci garantiscono un pò daria.
Messina Angelo
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