Dal 21 giugno al 17 luglio 2002
di Sebastiano, Cristina e
Salvuccio
Angelo, Enza ed Alessandro
Franco e Sina
Mimmo e Enza
Giuseppe e Maria
Un’esperienza bellissima,
sicuramente unica. Turchia piena di fascino e di mistero, certamente da
consigliare. Ma veniamo all’antefatto. Nonostante io e mia moglie avessimo
deciso soltanto da poco di “convertirci” alla vita da camper, non abbiamo
esitato minimamente di accodarci al
gruppetto guidato da Sebastiano e
Cristina, i quali avevano programmato un viaggio in Turchia, per la durata di
quasi un mese, sebbene dei vari componenti non sapessimo nulla. Ci ricordavamo
di Sebastiano Ventura e sua moglie Cristina per averli intravisti a Franchetto,
in occasione della nostra prima
uscita in camper, per la “sagra della ricotta”, e successivamente a Brucoli.
Inizialmente, erano quattro gli equipaggi in partenza, cioè Sebastiano,
Cristina e il loro figliolo Salvuccio, Angelo La Spina (fratello di Cristina),
sua moglie Enza e Alessandro, loro figlio, Mimmo Le Fave e sua moglie Enza,
quindi la coppia di palermitani Giuseppe e Maria, ai quali ci siamo aggiunti noi
(Franco e Sina, che sta per Anastasia). Qualche giorno prima della partenza
Sebastiano ci fa sapere che il gruppo intende partire anzitempo rispetto alla
data prestabilita, per trascorrere un paio di giorni in Sila, per cui si decide
di incontrarci la sera del 21 giugno del 2002 in un rifornimento nei pressi di
Cosenza, dove, peraltro, dopo aver fatto le conoscenze, si decide di trascorrere
la notte. Nella mattinata del 22 raggiungiamo
il porto di Brindisi, ma uno sciopero ci costringe a rinviare la partenza,
fissata per le ore 20.00, alle 4 del mattino successivo.Anziché alle 8.00, ovviamente, siamo arrivati a Cesme (porto della Turchia) alle ore 14.00 del 24 giugno, dopo una bella e serena navigazione. C’è da aggiungere che nel corso della traversata abbiamo conosciuto, tra gli altri, Romano Obrelli e sua moglie Adriana, una simpatica coppia trentina, e un’altra coppia di Como: Angelo Alicata, di origini siracusane, e sua moglie Emma, che decidono di seguirci. E siamo diventati sei equipaggi, una vera carovana. |
Lo sbarco a Cesme è molto
caotico per via dell’enorme disordine e confusione. Si pagano 10 euro per il
visto su ogni passaporto e 5,50 euro per ogni camper. Si effettua il primo
cambio e per 150 Euro riceviamo 218 milioni lira Turca. Attraversando Izmir, ci
dirigiamo a Bergama, dove in serata si decide, su segnalazione di Mimmo Le Fave,
di accamparci in uno slargo, nei pressi di un complesso, simile a case popolari.
La mattina seguente (25/6), visita dell’Acropoli, Asklepieion, tempio di
Esculapio, Tempio di Zeus con colonne (dove purtroppo ho perso il telefonino),
statua di Traiano senza testa e altro. Completata la visita, ci dirigiamo verso
il parco nazionale Kuscenneti :“paradiso degli uccelli”, dove ci sistemiamo
per la notte. All’alba (26/6) entriamo per visitare il luogo: una vera
delusione. Quei pochi uccelli che riusciamo a scorgere si vedono esclusivamente
con i cannocchiali: sicuramente da sconsigliare Ci dirigiamo verso Istanbul, ma
giunti a Bursa si decide di fare la traversata con il traghetto da Yalova.
Durata della navigazione meno di due ore. Raggiungiamo
Istanbul, dove Sebastiano si rivela bravo a trovare la strada che ci porta
diritti al camping Atakòy che già conosceva. Purtroppo il camping è
assolutamente da evitare: sporcizia dappertutto, servizi igienici quasi
impraticabili, costi molto elevati. Per il soggiorno e la visita di Istanbul, al
fine di evitare di perderci e per stare tutti insieme, si decide di affittare un
pulmino, compreso di autista. Nonostante Sebastiano conoscesse già il
proprietario e i suoi figli, non riceviamo alcun trattamento particolare, anzi.
Costo dell’operazione piuttosto elevato. La prima sera, tutti insieme, siamo
andati a cenare in locale tipico nella zona centrale Taksim. Nei giorni seguenti
abbiamo visitato i luoghi più |
importanti e
suggestivi (Palazzo di Dolmabahce, di Topkapi, l’Harem, Moschea Blu,
|
Sabato 29 giugno, verso le 16,
ci dirigiamo verso Ankara. Pernottamento in un rifornimento. Il 30 mattina
arrivo ad Ankara e visita del museo Anatolico, dell’affascinante città
vecchia, dove, come sempre, veniamo accolti con estremo calore e cordialità.
Prima di pranzo Angelo ed Emma decidono di lasciare il gruppo, dandoci
appuntamento nel camping Kaya, ad Urgup.
Dopo pranzo, visita della parte nuova di Ankara, dove siamo saliti
sull’altissima torre, nella cui base, oltre a tantissimi negozi, c’erano
ampi saloni, dove si stava svolgendo un fastoso matrimonio.
Alle 18.30 partenza per il lago salato, dove, invece, non ci siamo
fermati perché quasi buio, pernottando poco dopo in un rifornimento. Giorno 1
luglio, verso le 8.30 partenza per la valle di Goreme, in Kappadocia, dove
all’arrivo siamo rimasti stupefatti dallo splendido scenario ed unico
paesaggio. Foto con i cammelli. Visita di Uchisar, Camini delle fate e
mercatini. Intorno alle 14.00, dopo pranzo, siamo arrivati al camping Kaya,
accolti dal simpatico direttore Yasar Gokkoyun e da Angelo ed Emma. Camping
abbastanza economico, grande, pulito, alberato, molto accogliente e con piscina.
Serata in campeggio. La mattina del 2 luglio, insieme con Yasar attraversiamo
tutta la valle percorrendo un tracciato, piuttosto faticoso e anche un tantino
pericoloso, ma, tuttavia, spettacolare e abbastanza divertente, di
circa 7 km. a piedi. Giunti dalla parte opposta c’era ad attenderci
l’autista, un omino simpatico, ma piuttosto male in arnese per via di una
accentuata cifosi dorsale (soprannominato Schumaker). Pranzo a Ortahisar. Per la
sera Yasar ci propone e accettiamo di andare in pullman per una cena in un
locale, con musica e spettacolo, in
cui si esibiscono, tra gli altri, i famosi Dervisci Rotanti (uomini nei
tradizionali costumi bianchi). |
Quindi, l’esibizione della famosa danza del
ventre. Una gran bella serata, dove ci divertiamo e dove, invitato dalla
ballerina, mi esibisco in un estemporaneo spogliarello. Il 3 luglio visita della
città di Goreme, Uchisar e città sotterranea. La sera, tutti insieme, ad
esclusione di Mimmo ed Enza, che decidono di non partecipare, organizziamo una
cena all’interno del camping Kaya
anche con Yasar, a base di spaghettata e capretto arrostito nei vari barbecue.
Giuseppe e Maria comprano dei tappeti da Yasar, secondo me, a prezzo piuttosto
elevato. Giorno 4 luglio alle 10.30 via dal campeggio, dove ci salutiamo con
Angelo e Emma ( essi avevano una settimana in più di ferie). Ci dirigiamo verso
Konya, ma ci fermiamo a Belisirma
nella Valle di Peristrema, accanto a un fiume, dove ci sono bambini e donne che
pescano mentre lavano i panni. Con Sebastiano e Cristina andiamo a visitare, tra
fiume e monti, una chiesa bizantina e una cattolica in un costone di montagna,
accompagnati da due ragazzi del luogo. Al ritorno ci siamo diretti a Sultanhani
per visitare il Caravanserraglio ( luogo di sosta e riposo per i viaggiatori di
una volta, ora semplice museo). Conosciamo un tizio che parlava italiano,
proprietario di un camping, di un ristorante e di un negozio molto bello di
tappeti, proprio all’angolo, di fronte al caravan serraglio. Su suo invito
andiamo a guardare i tappeti, ma nessuno compra niente perché c’era un altro
più giovane, anch’egli proprietario di un camping e di un negozio di tappeti
un tantino più distante. Ci trasporta tutti con due carretti trainati da
cavallo. Improvvisiamo una corsa molto divertente. Giunti a destinazione, un
posto molto carino, accogliente e pulito, dopo avere a lungo mercanteggiato (per
la qualcosa risulto un maestro), compriamo una valanga di tappeti a prezzi
stracciati. Alle 19.00 si
arriva a Konya e accompagnati da una pattuglia di poliziotti ci fermiamo per la
notte in un posteggio,al centro della città, vicino al monastero dei Mevlana. |
Il 5 luglio visita della grande moschea, del monastero e trasformato in museo di
Mevlana. Alle 18.00 partenza per Antalya, ma ci fermiamo per la notte in una
località di montagna nei pressi di Akseki. Verso le 8.30 del 6 luglio, si parte
per raggiungere il parco bellissimo, stupendo, grandioso, con splendide cascate
di Kursunlu (uno dei posti più belli e ammirati).
Alle 13.30 sostiamo per il pranzo sul lungo mare della spiaggia di
Antalya, dove facciamo il bagno.
(fa impressione nell’occasione vedere donne che fanno il bagno completamente
vestite). Verso le 17 ci spostiamo per andare in un grandissimo ipermercato
della catena dei Migros. In serata arriviamo nella vicina Kemer, un bel paesino
sul mare, dove c’era un bel movimento di turisti nel centro città, ma un
caldo afoso tremendo dove s’è deciso di posteggiare, ma piuttosto in
periferia. Dal momento che avevo problemi con la centralina del mio camper, io e
mia moglie decidiamo di lasciare il gruppo per cercare un campeggio. Su
indicazione di Cristina, ci dirigiamo verso Phasellis, ma il camping è chiuso
da tempo, così come nella vicina Tekirova, dove, per fortuna, un tizio molto
cordiale, proprietario di un albergo, ci fornisce
gratuitamente la luce per il camper. Sostiamo tranquillamente davanti
all’albergo e dopo aver cenato, abbastanza stanchi, andiamo a dormire. Il
mattino seguente (7 luglio) accendendo il baracchino, sentiamo la voce di Mimmo
e poi quella di Maria. Ci riuniamo al gruppo e verso le 10.30
arriviamo nella spiaggia di Finike, nei pressi di Olimpos, dove ci sistemiamo in
un camping. Il primo giorno, dopo un bagno in spiaggia, decidiamo di fare tutti
insieme, nel pomeriggio, un bel giro in barca (una specie di veliero). |
Al
ritorno, sulla spiaggia facciamo un’esperienza unica, veramente emozionante:
abbiamo visto una tartaruga caretta caretta, che avrebbe voluto depositare le
uova, ma, dopo avere scavato un fosso, piuttosto diffidente, decide di
tornarsene in mare. In serata, ad esclusione di noi e Mimmo, tutti vanno a
vedere le fiammelle naturali di Chimaera che fuoriescono dalla roccia e il monte
Olimpos. L’8 luglio giornata di relax sulla spiaggia, mentre la sera ci
riuniamo tutti insieme per una spaghettata, compresa una simpatica famiglia
turca, il cui capo famiglia si chiama Murat. Il 9 luglio, verso le 9
trasferimento per Demre: visita delle tombe rupestri e altri luoghi famosi, tipo
Baba Noel e Myra, quindi arrivo a Kas, dove posteggiamo dentro il porto. Un
paesino veramente bello, altamente turistico, che somiglia a Portofino. Il 10
mattina, dopo avere portato a termine una trattativa, decidiamo di fare una gita
in barca con relativo pranzo a bordo, a base di pesce (Giuseppe e Maria, invece,
abbandonano il gruppo per andare in un paese vicino). Nel corso della gita in
barca ci fanno vedere la città sommersa e tanti altri luoghi caratteristici. Si
torna verso le ore 18. In serata, trasferimento a Fethiye dove, per la notte,
posteggiamo in uno spiazzo nei pressi del lungo mare (tipo Giardini Naxos). La
mattina dell’11 luglio, verso le 10, andiamo in un grosso Migros per la spesa,
dove, all’uscita, si riuniscono
al gruppo Giuseppe e Maria che si fanno sentire al baracchino. Verso le 11.30 ci
rechiamo all’appuntamento con il rappresentante dell’ambasciata turca, con
il quale Cristina aveva tenuto i contatti. Poco prima delle 15.30, dal momento
che del tizio non c’è stata ombra, decidiamo di dirigerci verso Pamukkale nei
pressi di Denizli. |
Purtroppo, anziché percorrere la superstrada, indicata dalle
cartine, Sebastiano si fa convincere a percorrere un tragitto
diverso per “accorciare”. Andiamo a finire su delle stradine di altissima
montagna, a tratti sterrata e a tratti interrotta e fangosa, vicinissimi al
“Cielo”. Tutta strada percorsa con la prima e al massimo con la seconda
marcia, sia in salita che in discesa. Verso le 20.00 arriviamo a destinazione
dove, su segnalazione di Sebastiano che conosceva il posto, ci sistemiamo in un
camping, tutt’altro che bello e confortevole. Giorno 12 luglio andiamo a
visitare le famose piscine che a calare formano cascatelle di acqua piena di
sale calcare. Uno dei tanti posti molto belli e
particolari. Dopo pranzo, ci rechiamo in un grandissimo negozio di
abbigliamento, dove, quasi tutti, ci diamo alla pazza gioia, in acquisti. Quindi
partenza in direzione di Kusadasi. Attraversiamo Aydin, un’altra gran bella
città, nei pressi della quale abbiamo visto molte tartarughe per strada. In
serata posteggiamo in riva ad una bellissima baia sul mare di Kusadasi: per
l’occasione, io e Sina siamo stati ospiti a cena di Enza e Mimmo. Il 13 luglio
partenza per Efeso, dove ci fermiamo il tempo di visitare, quindi ci trasferiamo
a Meryemana, dove visitiamo la casa in cui visse Maria Vergine, luogo di grande
pellegrinaggio. Quindi, partenza per Cesme, nei cui pressi, ad Ilica, si decide
di fermarci in un camping sul mare, abbastanza simpatico e confortevole. Il 14
luglio (domenica) grande raccolta di ricci, soprattutto da parte di Giuseppe e
Sebastiano. Con i ricci raccolti da me e con quelli regalatimi da Cristina
abbiamo mangiato una succulenta spaghettata, insieme con Mimmo ed Enza. In
serata siamo andati nel bar del camping, dove alcune donne locali hanno cantato
e improvvisato delle simpaticissime danze del ventre. Considerati gli usi e i
costumi, ci è sembrato un fatto al di fuori dal comune, assolutamente
straordinario. |
| Il 15 luglio, ritorno a Cesme per gli ultimi acquisti e l’ultimo bagno in Turchia, dove abbiamo incontrato nuovamente Adriana e Romano Obrelli. Alle 15.30 al porto per le operazioni d’imbarco. Giorno 16 luglio la nave si è fermata, per una sosta imprevista, nel porto di Patrasso in Grecia, dove, dopo tante discussioni, ci fanno scendere per una breve passeggiata e per sorbire un gelato. In serata, sulla nave, c’è stato un improvvisato e simpatico piano bar, dove ci siamo divertiti a cantare e a ballare. Il 17 luglio, senza intoppi e alcun problema, attracchiamo a Brindisi alle 15.30. Ultime foto di rito e quindi operazione ritorno. Giuseppe e Angelo partono a razzo, mentre Sebastiano e Cristina, che in un primo momento avrebbero voluto fermarsi per strada, decidono di proseguire con noi e Mimmo. Alle 21.30, insieme con Sebastiano e Mimmo arriviamo a Villa S. Giovanni, dove ci imbarchiamo subito. Grazie ad una forte corrente favorevole sbarchiamo a Messina alle 21.50. Effettuate le rituali operazioni di scarico delle acque chiare e scure, arriviamo a casa intorno alle ore 23.30, dopo aver percorso esattamente 5000 chilometri su strada. In conclusione un’esperienza sicuramente positiva, un viaggio certamente piacevole, con persone, tutto sommato, simpatiche, divertenti e cortesi. Un capo comitiva, Sebastiano Ventura, guidato ottimamente da Cristina, senz’altro all’altezza del compito. |
Franco Anastasi
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