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Le
origini dell’infiorata del Corpus Domini sanpietrese si perdono nella
notte dei tempi, ma si può asserire, con certezza che risalgano agli
ultimi anni del XVII secolo. Infatti nel 1693 un apocalittico terremoto
colpì l’intera Sicilia Orientale, seminando morte e distruzione e
coinvolgendo pesantemente anche la piccola comunità sanpietrese. Al
terremoto seguì un triste periodo di carestia , che spinse i sanpietresi
ad invocare l’intervento divino del “Corpus Domini” ed in suo onore venne
organizzata una processione con l’esposizione delle coperte più belle e
ricche di ricami nei balconi, contemporaneamente venivano lanciate sul
“Corpus Cristi” in processione, petali coloratissimi di fiori raccolti
nella notte.
Da ciò venne negli anni a seguire una sorta
di gara tra le diverse contrade di S. Pier Niceto, che ne contava già
cinque: S. Caterina, S. Giacomo, Gallo, Quattrofacce e Calvario.
Era
un’esplosione di colori e di profumi; infatti ai petali di fiori si univa
anche il rosmarino e l’incenso, che con il loro caratteristico odore,
davano un’atmosfera di particolare gioia e partecipazione.
Nella seconda metà dell’ottocento, si attribuisce ad un artista locale,
del quale si è perso il nome, la prima rappresentazione di immagini sacre
e decorazioni barocche e neoclas siche,
costruite con petali di fiori sapientemente posati sul selciato. Ma
inspiegabilmente alla fine della prima Guerra Mondiale, questa bellissima
manifestazione di religiosa felicità fu dimenticata.
Solo sei anni fa, grazie all’impegno di un
ristretto numero di volenterosi sanpietresi desiderosi di far uscire
dall’anonimato e dalla moderna vita alienante il proprio paese, ripresero
la tradizione dell’infiorata che è divenuta oggi motivo di grande
richiamo. |