Gruppo Campeggiatori Catania

SUGGESTIONI LIBICHE

14 FEBBRAIO – 9 MARZO 2006

di Vittorio Canova

Amabile lettore,
stai per realizzare uno dei grandi sogni del camperista, un viaggio in Libia, dove, se saprai aprire ben bene la mente e il cuore, potrai vivere, insieme con noi, momenti ed emozioni indimenticabili.

Viaggerai con 16 equipaggi, ciascuno dei quali, attraverso i canali più svariati, ha aderito alla proposta di Angela e Gaetano Fazio, del Gruppo Campeggiatori Catania, ritenuta, fra le tante, la più equilibrata per itinerario e costi.

Ci incontriamo tutti nel porto di Palermo, ci imbarchiamo sulla “Eurostar” della Grimaldi e, alle ore 11 del 14 febbraio, partiamo per Tunisi, dove arriviamo la sera alle 20,30 e, superata la frontiera, ci fermiamo per la prima sosta notte.

Sulla nave abbiamo avuto modo di conoscerci e di festeggiare San Valentino con il primo incontro conviviale: l’atmosfera è allegra e l’attesa dell’avventura mette in tutti una buona dose d’euforia.

Percorriamo velocemente tutta la Tunisia, sbrighiamo le formalità doganali ed entriamo in Libia.

Raggiungiamo Nalut, la città museo, antico granaio fortificato, splendidamente adagiata in un anfiteatro roccioso proteso sopra un’ampia vallata desertica e poi Ghadames, l’antico centro carovaniero, dove restano ancora intatti i quartieri antichi con i caratteristici cunicoli che si snodano in un labirinto inestricabile. Stai molto attento, caro lettore, se ti stacchi dal gruppo non esci più! Cerca anche di

riposare bene stanotte, perché ti aspettano giorni di guida impegnativa, attraverso un deserto piatto, ghiaioso e sconfinato, popolato, si fa per dire, soltanto da qualche branco di dromedari che pascolano fra la rada vegetazione lungo il fondo di fiumi in secca, i famosi Wadi.
Ti aspetta, però, alla fine, un grazioso campeggio ad Al Uwaynat, campo base per l’esplorazione di tre giorni in fuoristrada del mitico Parco Naturale dell’Akakus.
Vivere qualche giorno nell’Akakus è un’esperienza che lascia il segno. Già i preparativi creano un’aspettativa eccezionale: lo sferragliare delle Toyota, l’incontro con gli autisti in fogge pittoresche, guidati da un capo Tuareg carismatico e regale che infonde serenità e sicurezza, l’andirivieni di zaini, sacchi a pelo, materassini, tendine e cibarie e poi… via, si parte. E’ difficile descrivere l’incanto di un percorso fra le sabbie rosate contornate da rocce, per lo più nere di basalto, erose nelle forme più fantasiose dagli agenti climatici in milioni di anni, che accolgono di tanto in tanto le opere pittoriche di sconosciuti artisti vissuti 10-12 mila anni fa, quando il deserto era ancora savana, popolata di animali e tribù con la loro primitiva organizzazione sociale e i loro rituali propiziatori. Ti riuscirà più facile immaginare la scena esilarante che ha per protagonisti, non più giovanissimi, una trentina di distinti Signori e Signore, trasformati in giovani boy scouts, mentre procedono con grande impegno e sollecitudine al montaggio delle tendine e, in una mezz’oretta, erigono un accampamento degno delle migliori tradizioni romane. Anche i pasti nell’Akakus sono ricchi di aspetti folkloristici per l’allegra brigata: i pranzi in siti ombreggiati e le cene sotto le stelle brillantissime, così vicine che sembra di toccarle, su panche e tavoli velocemente scaricati e montati. Cibi semplici e salutari, ricchi di verdure, ben preparati dal cuoco e distribuiti con ordine sotto l’attenta sorveglianza di Angela e, come digestivo, le barzellette di Franco, un fuoco di fila inesauribile, a tema o a ruota libera, ma sempre esilaranti.  La serata più limpida finisce con balli e canti intorno alla brace su cui il Tuareg ha cotto il pane, sepolto nella sabbia bruciante.

Dopo l’esperienza nell’Akakus ci attende un altro grazioso campeggio, quello di Tekerkiba, pulito e ameno, ai piedi di un mare di dune di sabbia dorata, soffici, morbide, sinuose come corpi di donna, punteggiate qua e là di laghetti occhieggianti fra boschetti di palme. Passiamo una delle più belle giornate del nostro viaggio a cavalcarle in fuoristrada in un impressionante saliscendi di montagne russe fra culmini e abissi di sabbia e soste ristoratrici in riva agli ameni specchi salati di Mafu, Ghabroun e Umm Al Maa, i più famosi fra i laghi Mandara.

Avrai notato, attento lettore, che se tutto fila liscio ciò non è dovuto solo alla fortuna. Sono sempre presenti fra noi delle figure amiche, attente e sollecite, pronte a intervenire in ogni situazione difficile e a prevenire quelle critiche: Marami, la nostra guida libica, esperto e buon conoscitore della nostra lingua; il poliziotto Ahmed, discreto, attento, sempre presente e servizievole; Oliviero, indispensabile per le infinite disfunzioni dei CB e una vera sicurezza per il funzionamento di motori e accessori dei camper; Giovanni, che svolge egregiamente il ruolo di “scopa”, l’ultimo della colonna. Poi c’è Maria, che merita una menzione speciale: una miniera di idee e suggerimenti, unitamente a grandi doti di intrattenitrice ingentilite dall’accattivante e musicale accento emiliano; sua, in particolare, l’invenzione di un banchetto a sorpresa, in pieno deserto, a base di “Gnocco fritto”, prosciutto crudo e quant’altro, fra due file di camper allineati in uno spiazzo lungo strada. Infine, ma non ultimo, Gaetano, attento, amichevole, sempre calmo e gentile, estremamente flessibile e conciliante, ma fermo: merita veramente un applauso corale, considerata la difficoltà di guidare un gruppo nutrito fra mille bisogni. Fra i suoi tanti punti di forza spicca la presenza di una moglie impareggiabile, capace di occuparsi autorevolmente di mille incombenze, ma di Angela abbiamo già parlato. Per quanto riguarda noi, il resto della truppa, possiamo dire che abbiamo fatto la nostra parte, tenendo un comportamento per lo più conciliante, evitando eccessi personalistici e rispettando le regole concordate con correttezza: scusa se è poco, amabile lettore, con quello che si sente raccontare in giro!

Ti chiederai, a questo punto, se proprio tutto è andato per il verso giusto, se proprio nulla è andato storto. Veramente qualche inconveniente c’è stato: i gravi incidenti politici di Bengasi sconsigliano la visita della Cirenaica con i suoi famosi siti archeologici di Tolemaide, Cirene e Apollonia. Non ci siamo ancora ripresi dal rammarico che il potente Mercedes di Pino smette di “tirare”. Che sarà mai? Oliviero accorre, diagnostica difficoltà alle vie respiratorie del motore, smonta il filtro dell’aria e, fra lo stupore generale, estrae dallo stesso un povero uccello ormai rinsecchito, completo di piume e becco. Il Mercedes riprende subito fiato e l’evento è talmente umoristico che risolleva il morale a tutti divenendo fonte di battute per parecchi chilometri. Un paio di forature completano il quadro degli inconvenienti.

Dopo una veloce risalita da Germa a Tripoli, la visita del suo ricco museo e della intricata e pittoresca Medina, l’esplorazione accurata di Leptis Magna e di Sabratah, ci aspettano la frontiera libica e qualche giorno in Tunisia con soste a El Jem, Hammamet e Nabeul per finire nel porto di Tunisi e rimontare sulla Eurostar.

Amabile lettore, il nostro viaggio in Libia finisce qui. Ti è piaciuto? Lo rifaresti? Forse, più avanti, chissà?… Si sa bene che i sogni del camperista sono tanti. Questo, in ogni modo, è cosa fatta: possiamo affidarlo alla memoria.

 

Redatto in Libia e Tunisia da Canova Vittorio – Via Facina, 64 – 32032 FELTRE (BL) – Telefono e FAX 0439 303866